Bariatrica

L’obesità grave è una condizione cronica spesso difficile da trattare con la semplice dieta abbinata all’esercizio fisico. In caso di fallimento delle terapie dietetiche la chirurgia bariatrica rappresenta un’opzione terapeutica valida.

La chirurgia bariatrica comprende l’insieme delle procedure che promuovono la perdita di peso favorendo la riduzione dell’assunzione e/o dell’assorbimento degli alimenti attraverso una modifica della normale anatomia dell’apparato gastro-enterico. Il reale successo o meno di un intervento di chirurgia bariatrica deve però considerare vari aspetti e non può basarsi solo sul calo ponderale.

Deve tener conto anche di fattori come:

  • complicanze intraoperatorie, postoperatorie ed a lungo termine
  • qualità di vita a breve e lungo termine
  • perdita percentuale del peso in eccesso (EWL) e suo mantenimento nel tempo
  • mortalità

Le complicanze sono strettamente correlate non solo alla complessità dell’intervento, ma anche alla presenza di tipiche difficoltà riscontrate dai chirurghi intra-operatoriamente e nella gestione peri-operatoria del paziente:

  • aumento del volume epatico
  • aumento del tessuto adiposo viscerale
  • emorragie intra e postoperatorie
  • lesione di organi e visceri intraddominali
  • complicanze metaboliche peri-operatorie

Tali manifestazioni cliniche sono in stretta correlazione con l’importante estensione del tessuto adiposo viscerale, con la steatosi epatica ed il volume epatico (in particolare del lobo sinistro) e lo stato di insulino-resistenza. In tali pazienti una dieta ipocalorica equilibrata non migliora in maniera significativa ed in tempi brevi tali parametri, che sono strettamente connessi con le complicanze intra e postoperatorie.

Abbiamo pertanto elaborato uno specifico protocollo terapeutico, definito TNA-BARATRIC, caratterizzato da una terapia nutrizionale aglucidica e normoproteica, integrata da alcalinizzanti, vitamine, FOS, micronutrienti e vari specifici nutraceutici, somministrata per via orale; tale terapia è in grado di ridurre drasticamente lo spessore del grasso viscerale, la volumetria epatica ed in particolare il volume del lobo sn del fegato, il grado di steatosi e di fibrosi, oltre a contrastare l’insulino-resistenza con conseguente diminuzione della produzione di sostanze infiammatorie, delle complicanze metaboliche e cardio-respiratorie.

Tale terapia della durata di 28 giorni, da effettuare fino al giorno precedente l’intervento chirurgico, permette di ridurre drasticamente il rischio operatorio, la durata degli interventi chiurgici, le complicanze operatorie e peri-operatorie.

BIBLIOGRAFIA

  • SE Khan et al, 2006, “Mechanism linking obesity to insulin resistance and type II diabetes”, Nature vol. 444
  • M. Lakhani and S. Fe in, 2011, “Effects of obesity and subsequent weight reduction on left ventricular fucion”, Cardiology in rewiev, vol. 19, no, pp. 1-4.
  • Castaldo G, Monaco L, Castaldo L, Sorrentino P. “A 2-Week Course of Enteral Treatment with a Very Low-Calorie Protein-Based Formula for the Management of Severe Obesity.“ Int J Endocrinol. 2015
  • Castaldo G, Palmieri V, Galdo G, Castaldo L, Molettieri P, Vitale A, Monaco L. “Aggressive nutritional strategy in morbid obesity in clinical practice: Safety, feasibility, and effects on metabolic and haemodynamic risk factors.” Obes Res Clin Pract. 2015 Jun
  • Mark C. Lewis et al.”Change in liver Size and Fat Cintent After Treatmente with Oftifast Very Low Calorie Diet”; Obesity Surgery, 2006 Jun, 679-701.
  • L. Monaco MD; G. Castaldo MD; “Aortomesenteric Fat Thickness With Ultrasound Predicts Metabolic Diseases in Obese Patients”; American Journal of the Medical Sciences; January 2014 – Volume 347 – Issue 1 – p 8-13.
  • J.E. Neter et al, Hypertension, 2003, AHA Journal, 42(5), 878.
  • Yves Van Nieuwenhove, et al. “Preoperative very low Calorie Diet and Operative Outcome After Laparoscopic Gastric Baypass; Arch Surg. 2011; 146(11):1300-1305.
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Fibromialgia

Secondo i Criteri ACR [1] la diagnosi di Fibromialgia si pone in caso di “dolore muscolo-scheletrico diffuso (=che interessa entrambi i lati del corpo sia nella parte superiore che inferiore e che coinvolge tutta la colonna vertebrale) da almeno 3 mesi associato a dolorabilità di almeno 11 dei 18 tender point “ -vedi immagine seguente.fibromialgia

Sintomi variamente associati sono, tra i più frequenti, i seguenti riportati in elenco:

  • disturbi del sonno (sonno notturno poco profondo e non ristoratore)
  • cefalea muscolo-tensiva o emicranica
  • astenia (stanchezza)
  • rigidità mattutina (soprattutto al collo e alle spalle)
  • colon irritabile (stipsi e/o diarrea)
  • parestesie (formicolii, crampi, torpore)
  • disuria (alterazione dell’emissione delle urine)
  • difficoltà di concentrazione
  • disturbi della sfera affettiva (ansia e/o depressione)

La fibromialgia è una patologia molto diffusa; la prevalenza di tale malattia ammonterebbe in Europa al 4,7% [2-3] e risulta essere più frequente nelle donne che negli uomini.

L’etiologia della fibromialgia resta ancora sconosciuta; unanimemente definita come disordine neurosensoriale, tale malattia avrebbe una predisposizione genetica [4].   Dalla letteratura si evince, inoltre, una correlazione tra la fibromialgia e l’insulino-resistenza supportata dal miglioramento della malattia dopo utilizzo di metformina e dopo restrizione dietetica con calo di peso. [5-6] Riportato in letteratura, inoltre, l’utilizzo anche dell’ormone GH nel controllo del dolore che accompagna la malattia.[7]

Date queste premesse, abbiamo formulato un protocollo specifico per la fibromialgia, rivelatosi notevolmente efficace nel ridurre tempestivamente (soli 2 giorni) il sintomo della cefalea e dell’insonnia; riportato un netto miglioramento, inoltre, in circa 7-10 giorni dall’inizio della nostra terapia nutrizionale, della stanchezza e della sensazione di affaticamento e della sintomatologia infiammatoria simil-colitica.

La terapia nutrizionale aglucidica (TNA-FIBROMIALGIA) è il protocollo terapeutico da noi elaborato per la cura della fibromialgia e consiste in una Terapia Nutrizionale Aglucidica e normoproteica, integrata da alcalinizzanti, vitamine, FOS, micronutrienti e vari specifici nutraceutici, somministrata per via enterale con sondino naso-gastrico o per via orale; tale terapia è in grado di ridurre drasticamente  lo spessore del grasso viscerale e l’insulino-resistenza con conseguente diminuzione della produzione di sostanze infiammatorie.

1) Wolfe F, Smythe HA, Yunus MB, et al. The American College of Rheumatology 1990 Criteria for the Classification of Fibromyalgia. Report of the Multicenter Criteria Committee. Arthritis Rheum. 1990 Feb. 33(2):160-72

2) Branco JC, Bannwarth B, Failde I, et al. Prevalence of fibromyalgia: a survey in five European countries. Semin Arthritis Rheum. 2010 Jun. 39(6):448-53.

3) Vincent A, Lahr BD, Wolfe F, et al. Prevalence of fibromyalgia: a population-based study in Olmsted County, Minnesota, utilizing the Rochester Epidemiology Project. Arthritis Care Res (Hoboken). 2013 May. 65(5):786-92.

4)Arnold LM, Hudson JI, Hess EV, Ware AE, Fritz DA, Auchenbach MB, et al. Family study of fibromyalgia. Arthritis Rheum. 2004 Mar. 50(3):944-52. [Medline]

5)  Alcocer-Gómez, Garrido-Maraver, Bullón, Marín-Aguilar, Cotán, Carrión , Alvarez-Suarez, Giampieri, Sánchez-Alcazar, Battino, Cordero.Metformin and caloric restriction induce an AMPK-dependent restoration of mitochondrial dysfunction in fibroblasts from Fibromyalgia patients. Biochim Biophys Acta. 2015 Jul;1852(7):1257-67.

6) Loevinger BL1, Muller D, Alonso C, Coe CL.Metabolic syndrome in women with chronic pain. Metabolism. 2007 Jan;56(1):87-93.

7) Cuatrecasa, Alegre C, Fernandez-Solà J, Gonzalez MJ, Garcia-Fructuoso F, Poca-Dias V, Nadal A, Cuatrecasas G, Navarro F, Mera A, Lage M, Peinó R, Casanueva F, Liñan C, Sesmilo G, Coves MJ, Izquierdo JP, Alvarez I, Granados E, Puig-Domingo M. Growth hormone treatment for sustained pain reduction and improvement in quality of life in severe fibromyalgia. Pain 2012 Jul;153(7):1382-9

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Giuseppe CastaldoFibromialgia

Psoriasi

Definizione: “Malattia eritemato-desquamativa (caratterizzata, cioè, da placche rosse e ricoperte da squame),che colpisce il 3% della popolazione, a carattere cronico-recidivante, a predisposizione genetica e patogenesi multifattoriale (vale a dire la cui insorgenza e slatentizzazione è dovuta alla presenza di più fattori, tra cui stress psico-fisico, assunzione di farmaci ,infezioni ecc… )” [1-2]

Ormai è noto che la psoriasi non è una malattia confinata alla cute soltanto, ma è spesso associata a delle comorbosità che la rendono una “sindrome complessa” [3-4]

Secondo la National Psoriasis Foundation (2009) dei pazienti psoriasici:

  • 70% sono obesi
  • 33% sono ipertesi
  • 28% manifestano altre malattie infiammatorie (es. M. di Crohn)
  • 24% presentano ipercolesterolemia
  • 11% sono diabetici
  • 1/3 sviluppa ARTRITE PSORIASICA

Come supportato da diversi lavori, ed uno tra questi è l’articolo sotto riportato [5], esiste una stretta correlazione tra il grasso corporeo e le citochine; quest’ultime sono delle molecole che vengono prodotte in corso di malattie infiammatorie a carico di diversi organi e apparati e sono le responsabili della coltre di segni e sintomi di tali malattie. [6]

Immagine1Gli adipociti, dunque, che sono le cellule costituenti il grasso corporeo, a livello viscerale, producono le citochine, continuando ad alimentare l’infiammazione alla base della malattia psoriasica.

Da quanto appena detto, si evince che il grasso viscerale (grasso corporeo situato a livello addominale e ritenuto da molti fucina delle citochine infiammatorie) determina insulino-resistenza (IR) e viceversa, innescando, così, un meccanismo circolare perverso, secondo cui l’insulino-resistenza impedirebbe il catabolismo, cioè la distruzione, di tale grasso viscerale (Aortic-Mesenteric-Fat-Thickness).[7-8]

amft-IR

Diventa fondamentale, dunque, indurre un reset metabolico tale da determinare il catabolismo, quindi la distruzione del grasso viscerale, al fine di inibire, così, la sintesi delle chinine infiammatorie.

Tale catabolismo diventa attuabile conseguentemente alla diminuzione drastica dell’insulina e al contemporaneo aumento di GH e glucagone.

L’utilizzo di un protocollo terapeutico specifico e adeguatamente formulato per la psoriasi consente, perciò, di fermare l’industria delle citochine, intercettando e bloccando il circolo vizioso che, a livello viscerale, continuerebbe ad alimentare la malattia se non si intervenisse metabolicamente per ridurre lo spessore di tale grasso (AMFT).

La terapia nutrizionale aglucidica (TNA-PSORIASI) è il protocollo terapeutico da noi elaborato per la cura della fibromialgia e consiste in una Terapia Nutrizionale Aglucidica e normoproteica, integrata da alcalinizzanti, vitamine, FOS, micronutrienti e vari specifici nutraceutici, somministrata per via enterale con sondino naso-gastrico o per via orale; tale terapia è in grado di ridurre drasticamente  lo spessore del grasso viscerale e l’insulino-resistenza con conseguente diminuzione della produzione di sostanze infiammatorie

Il protocollo terapeutico per la cura della psoriasi, da noi formulato e sperimentato sui nostri pazienti, ha dimostrato rappresentare una valida alternativa all’utilizzo dei farmaci tradizionali (immunosoppressori prevalentemente) e dei farmaci biologici (molecole target che bloccano direttamente la singola citochina già prodotta), attualmente previsti come  l’approccio curativo dalle linee guida ufficiali.

D’altra parte, si evince dalla letteratura internazionale [9], che i chetoni possiedono un effetto antiinfiammatorio intrinseco; diventa intuitivo, perciò, che la distruzione della industria delle citochine unitamente alla produzione endogena e fisiologica dei chetoni, dotati di potere antiinfiammatorio, impatta efficacemente sulla malattia psoriasica, con netto miglioramento sia delle lesioni a livello cutaneo che dell’infiammazione a livello articolare.

Come accade per la maggior parte delle malattie croniche, la nutrizione deve rappresentare il primo approccio terapeutico delegando l’intervento chimico e farmacologico solo ad un secondo tempo; la terapia nutrizionale, inoltre, può supportare gli effetti curativi dei farmaci qualora questi perdessero la propria efficacia terapeutica.  Il protocollo formulato da noi per la psoriasi, infatti, consente la ripresa della risposta nel caso in cui sia il farmaco tradizionale che il biologico perdessero d’efficacia, evento riportato sia dalla letteratura che riscontrato nella pratica clinica.

Alcuni pazienti della nostra casistica

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Giuseppe CastaldoPsoriasi