Psoriasi

Definizione: “Malattia eritemato-desquamativa (caratterizzata, cioè, da placche rosse e ricoperte da squame),che colpisce il 3% della popolazione, a carattere cronico-recidivante, a predisposizione genetica e patogenesi multifattoriale (vale a dire la cui insorgenza e slatentizzazione è dovuta alla presenza di più fattori, tra cui stress psico-fisico, assunzione di farmaci ,infezioni ecc… )” [1-2]

Ormai è noto che la psoriasi non è una malattia confinata alla cute soltanto, ma è spesso associata a delle comorbosità che la rendono una “sindrome complessa” [3-4]

Secondo la National Psoriasis Foundation (2009) dei pazienti psoriasici:

  • 70% sono obesi
  • 33% sono ipertesi
  • 28% manifestano altre malattie infiammatorie (es. M. di Crohn)
  • 24% presentano ipercolesterolemia
  • 11% sono diabetici
  • 1/3 sviluppa ARTRITE PSORIASICA

Come supportato da diversi lavori, ed uno tra questi è l’articolo sotto riportato [5], esiste una stretta correlazione tra il grasso corporeo e le citochine; quest’ultime sono delle molecole che vengono prodotte in corso di malattie infiammatorie a carico di diversi organi e apparati e sono le responsabili della coltre di segni e sintomi di tali malattie. [6]

Immagine1Gli adipociti, dunque, che sono le cellule costituenti il grasso corporeo, a livello viscerale, producono le citochine, continuando ad alimentare l’infiammazione alla base della malattia psoriasica.

Da quanto appena detto, si evince che il grasso viscerale (grasso corporeo situato a livello addominale e ritenuto da molti fucina delle citochine infiammatorie) determina insulino-resistenza (IR) e viceversa, innescando, così, un meccanismo circolare perverso, secondo cui l’insulino-resistenza impedirebbe il catabolismo, cioè la distruzione, di tale grasso viscerale (Aortic-Mesenteric-Fat-Thickness).[7-8]

amft-IR

Diventa fondamentale, dunque, indurre un reset metabolico tale da determinare il catabolismo, quindi la distruzione del grasso viscerale, al fine di inibire, così, la sintesi delle chinine infiammatorie.

Tale catabolismo diventa attuabile conseguentemente alla diminuzione drastica dell’insulina e al contemporaneo aumento di GH e glucagone.

L’utilizzo di un protocollo terapeutico specifico e adeguatamente formulato per la psoriasi consente, perciò, di fermare l’industria delle citochine, intercettando e bloccando il circolo vizioso che, a livello viscerale, continuerebbe ad alimentare la malattia se non si intervenisse metabolicamente per ridurre lo spessore di tale grasso (AMFT).

La terapia nutrizionale aglucidica (TNA-PSORIASI) è il protocollo terapeutico da noi elaborato per la cura della fibromialgia e consiste in una Terapia Nutrizionale Aglucidica e normoproteica, integrata da alcalinizzanti, vitamine, FOS, micronutrienti e vari specifici nutraceutici, somministrata per via enterale con sondino naso-gastrico o per via orale; tale terapia è in grado di ridurre drasticamente  lo spessore del grasso viscerale e l’insulino-resistenza con conseguente diminuzione della produzione di sostanze infiammatorie

Il protocollo terapeutico per la cura della psoriasi, da noi formulato e sperimentato sui nostri pazienti, ha dimostrato rappresentare una valida alternativa all’utilizzo dei farmaci tradizionali (immunosoppressori prevalentemente) e dei farmaci biologici (molecole target che bloccano direttamente la singola citochina già prodotta), attualmente previsti come  l’approccio curativo dalle linee guida ufficiali.

D’altra parte, si evince dalla letteratura internazionale [9], che i chetoni possiedono un effetto antiinfiammatorio intrinseco; diventa intuitivo, perciò, che la distruzione della industria delle citochine unitamente alla produzione endogena e fisiologica dei chetoni, dotati di potere antiinfiammatorio, impatta efficacemente sulla malattia psoriasica, con netto miglioramento sia delle lesioni a livello cutaneo che dell’infiammazione a livello articolare.

Come accade per la maggior parte delle malattie croniche, la nutrizione deve rappresentare il primo approccio terapeutico delegando l’intervento chimico e farmacologico solo ad un secondo tempo; la terapia nutrizionale, inoltre, può supportare gli effetti curativi dei farmaci qualora questi perdessero la propria efficacia terapeutica.  Il protocollo formulato da noi per la psoriasi, infatti, consente la ripresa della risposta nel caso in cui sia il farmaco tradizionale che il biologico perdessero d’efficacia, evento riportato sia dalla letteratura che riscontrato nella pratica clinica.

Alcuni pazienti della nostra casistica

Giuseppe CastaldoPsoriasi

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